Amore ai tempi dei social

Nel mio cinismo, anch’io credo nell’amore. Credo nell’amore delle persone che abbiamo intorno, anche non fisicamente, credo nell’amore di mia madre che comunque vada crede in me, più di quanto io faccia con me stessa. Le credo quando mi chiama dicendomi: “E’ il tuo sogno, non puoi rinunciarci”. Le credo perché nell’ultimo anno vissuto a casa, non ho mai parlato delle mie tristezze interiori e lei ha saputo capire i miei silenzi. Credo nell’amore di un padre, un padre geloso di sua figlia, che ha paura di essere sostituito. Credo nell’amore degli amici, dei miei amici, di quelli che non mi hanno mai lasciata andar via. Credo nel loro amore perché nonostante la distanza, nonostante non ci vediamo da mesi, nonostante il mio essere contraria a smancerie e coccole loro ci sono.

Ecco, credo a questo tipo di amore. Non credo all’amore che si ostenta sui social, quell’amore falso, fatto di sorrisi tristi. Perché? Perché sui social vogliamo apparire tutti troppo felici, troppo innamorati, troppo pieni di amici, troppo impegnati a vivere una vita bellissima, poi però ci lamentiamo perché non abbiamo con chi sfogarci nei momenti di vera tristezza, di rabbia.

Mettete un attimo da parte i social, perché la vita vera, le persone, la vostra vera famiglia vi stanno sfuggendo di mano. E la famiglia non è solo il vostro ristretto nucleo familiare, è  anche la famiglia che vi siete creati nel tempo, quella di cui fa parte il tuo migliore amico, quello che ogni sera ti tocca riportarlo a casa perché è ubriaco, quella di cui fa parte l’amico che fa sempre ridere tutti, che sembra il più stupido e in realtà è quello che riporta te e il tuo migliore amico a casa quando siete ubriachi.

Mettete da parte il mondo dei social perché questa è la generazione in cui si fa il peggior uso possibile della tecnologia. Mettete un attimo da parte questo mondo e chiedetevi se alle persone con cui ostentate l’amore sui social, con foto perfette accompagnate da didascalie da diabete, gliel’avete detto “ti voglio bene” almeno una volta in un mese. I “ti voglio bene” sono come la parola “scusa”, li diamo per scontati, quasi siano regalati e poi li rivalutiamo quando è troppo tardi, quando non abbiamo a chi dirlo e quando nessuno più lo dice a noi.

Amatevi davvero e ditevelo.

Urlatevelo,

ma soprattutto sentitelo questo amore.

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